IL CROCIFISSO venerato in santa Rita
UN AMORE TOTALE Il Vangelo di questa domenica ci ricorda che tutta la vita cristiana si fonda su due comandamenti inseparabili: amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come noi stessi. Non basta professare la fede con le parole: siamo chiamati a renderla visibile attraverso gesti concreti di attenzione, rispetto e solidarietà. L’amore per il Signore diventa autentico quando apre il nostro cuore ai fratelli, soprattutto a chi è più fragile, solo o dimenticato. settimana 26-31 ottobre 2026 26 Lunedì. Facciamoci imitatori di Dio, quali figli carissimi. La guarigione operata da Gesù di sabato evidenzia due modi di vivere la fede: uno che libera e uno che lega. 27 Martedì - Beato chi teme il Signore. Il regno di Dio non si impone con forza, ma si diffonde attraverso gesti, scelte e presenze all'apparenza insignificanti. 28 Mercoledì ** SANTI SIMONE E GIUDA, apostoli. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. Dopo una notte in preghiera, Gesù fra i suoi discepoli sceglie i dodici apostoli che invierà nel mondo. 29 Giovedì. Benedetto il Signore, mia roccia. Con il suo lamento su Gerusalemme, Gesù si mette nel solco dei profeti: la via della salvezza è riconoscerlo come Messia. 30 Venerdì - Grandi sono le opere del Signore. Durante un banchetto, Gesù guarisce un malato, anche se è sabato; è venuto a offrire il convito della vera gioia. 31 Sabato - L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. Il cristiano sceglie l'ultimo posto per assomigliare a Gesù che, pur essendo Dio, si è fatto uomo e, pur essendo eterno, ha accettato la morte. SETTIMANA LITURGICA CALENDARIO MENSILE ↓ ↓ ↓
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I cristiani fondano la loro vita sulla fede trasmessa dagli apostoli, i testimoni oculari che condivisero la vita di Gesù, dal suo battesimo fino all’ascensione. Simone e Giuda, venerati in un’unica festa, fanno parte del collegio apostolico, chiamati dallo stesso Gesù a seguirlo.
Simone fu soprannominato cananeo o zelota, due termini che esprimono lo stesso significato, cioè “zelante”. Secondo la tradizione del II secolo, riportata da Egisippo, sarebbe succeduto a san Giacomo il minore dal 62 al 107, data del suo martirio sotto Traiano, nel governo della comunità di Gerusalemme. Il suo martirio sarebbe avvenuto a Pella. Un’altra tradizione lo vede crocifisso in Abissinia; un’altra ancora crudelmente trapassato da una sega.
Giuda fu soprannominato Taddeo, per distinguerlo dall’altro Giuda; il suo appellativo significa “magnanimo”. La lettera di Giuda che troviamo nel Nuovo Testamento, non è ritenuta dagli studiosi del nostro apostolo. È invece proprio Giuda Taddeo che nel vangelo di Giovanni (14,22-23) rivolge domande a Gesù. Lo storico Niceforo Callisto riporta una tradizione secondo la quale Giuda evangelizzò la Palestina, la Siria e la Mesopotamia. Morì martire a Edessa. La Chiesa sira ne ricorda invece il martirio ad Arad, presso Beirut.

"A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i misteri, con l'intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza". (La Vergine Maria a Lucia di Fatima)
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