IL CROCIFISSO venerato in santa Rita
Orari Sante Messe Estate 2026
DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO (compresi)
prefestiva del sabato 18.30
santa messa festiva 11.30
santa messa feriale 08.00
Orari apertura della chiesa mese di luglio
festivi 10.30 - 12.30
dal lunedì al giovedì 07.00 - 17.00
venerdì 07.00 - 12.00
sabato 17.30 - 19.30
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STRUMENTI DI AMORE E DI PACE 6 Lunedì - Misericordioso e pietoso è il Signore. In ogni situazione al limite delle nostre possibilità, con coraggio e fede chiediamo aiuto al Signore. S. Maria Goretti; B. Maria Teresa Ledóchowska. Os 2,16.17b-18.21-22; Sal 144; Mt 9,18-26. 
Quante volte sentiamo la parola "pace", e in tutte le lingue del mondo... È il grido sofferto di tanti popoli oppressi da guerre senza fine. Oggi, il profeta Zaccaria ce ne indica la via (I Lettura): la pace verrà dal "dominio" di un re. Non un re bellicoso e assetato di potere, ma un re umile che si riconoscerà dal suo cavalcare un piccolo puledro figlio d'asina. La pace viene dal "dominio" di Gesù Cristo. Solo in lui si riconcilierà l'umanità.
Ma - il Vangelo odierno lo dice chiaramente - solo ai piccoli viene rivelato il mistero di Gesù; ai sapienti e agli intelligenti viene nascosto. Per conoscere Gesù e ricevere la sua pace, bisogna scendere, allontanarsi da ogni presunzione, da ogni arroganza. «Venite a me, io vi ristorerò!»: la vera pace ci verrà proprio dal prendere su di noi il dolce giogo di Gesù, ossia dall'obbedire al suo comandamento di amarci a vicenda come egli ci ha amati. È ciò che vuole realizzare in noi lo Spirito Santo: col suo aiuto, ci dice Paolo, siamo liberati dal dominio dell'uomo vecchio, carnale ed egoista, e diventiamo servi della vita, strumenti di amore e di pace attorno a noi (II Lettura).settimana 6-11 luglio 2026
07 Martedì * Santi Vescovi della Chiesa di Roma - Casa d'Israele, confida nel Signore. La compassione di Gesù ci mostra il volto del Dio vicino. Preghiamo che mandi operai generosi nella sua messe. S. Panteno di Alessandria; S. Odone; S. Sisoe; B. Carlo Liviero. Os 8,4-7.11-13; Sal 113B; Mt 9,32-38.
08 Mercoledì - Ricercate sempre il volto del Signore. L'annuncio del Regno giungerà alle pecore perdute della casa d'Israele. Nella missione dei Dodici c'è la Parola che salva. Ss. Aquila e Priscilla; S. Adriano III; B. Pietro Vigne. Os 10,1-3.7-8.12; Sal 104; Mt 10,1-7.
09 Giovedì - Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi. La grazia ricevuta diventa dono per gli altri. I Dodici devono dare ciò che gratuitamente hanno ricevuto. Ss. Agostino Zhao Rong e c. (mf); S. Veronica Giuliani. Os 11,1-4.8c-9; Sal 79; Mt 10,7-15.
10 Venerdì - La mia bocca, Signore, proclami la tua lode. La forza nelle persecuzioni viene dallo Spirito che suggerisce le giuste parole a chi si affida a lui. Ss. Rufina e Seconda; S. Canuto; Ss. Emanuele Ruiz e c. Os 14,2-10; Sal 50; Mt 10,16-23.
11 Sabato ** SAN BENEDETTO ABATE patrono d'Europa. Gustate e vedete com'è buono il Signore. Lascio tutto per Gesù. E poi? È la domanda di Pietro e di tutti i chiamati. Ma Dio dona più di ciò che si cerca e di ciò che si spera. S. Olga. Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29.
SETTIMANA LITURGICA
CALENDARIO MENSILE
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Nasce nel 1901 a Torino in una famiglia della ricca borghesia: suo padre è Alfredo Frassati noto giornalista e la mamma è Adelaide Ametis affermata pittrice. In un periodo in cui Torino inizia un accentuato sviluppo imprenditoriale, Pier Giorgio viene a conoscenza delle difficoltà in cui si dibattono gli operai. Entra in contatto con la povertà: durante il liceo comincia a frequentare le Opere di san Vincenzo. Amico di tutti, esprime sempre una fiducia illimitata e completa in Dio e nella Provvidenza ed affronta le situazioni difficili con impegno, ma con serenità e letizia. Dedica il tempo libero alle opere assistenziali a favore di poveri e diseredati. Si iscrive a diverse congregazioni e associazioni cattoliche, si accosta con frequenza alla comunione, aderisce alla «Crociata Eucaristica» e frequenta la Congregazione Mariana che lo inizia al culto della Madonna. Fonda con i suoi amici più cari una «società» allegra che viene denominata «Tipi loschi», giovani attenti ad aiutarsi nella vita interiore e nell'assistenza degli ultimi. Muore di poliomelite fulminante il 4 luglio 1925.
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Maria nacque a Corinaldo, nelle Marche, il 16 ottobre 1890, terzogenita di sei figli di una famiglia di contadini, emigrata poi nel Lazio, nelle Paludi Pontine, a mezzadria, per la scarsità di lavoro in paese. Qui, nel paese di Ferriere di Conca, la famiglia Goretti lavorava e viveva assieme alla famiglia Serenelli. Nel 1890 morì il padre, colpito dalla malaria, e Maria a dieci anni dovette sostituire in casa la mamma, costretta a lavorare nei campi.
Maria aveva assorbito dalla famiglia una religiosità semplice e profonda: tutte le sere in casa si recitava il rosario. Aveva inoltre ottenuto di fare la prima comunione a otto anni invece che dopo i dodici secondo le usanze del tempo, e d’estate, quando la vicina chiesa era chiusa, faceva diversi chilometri di strada per recarsi a messa a Campomorto. Alessandro Serenelli, il diciottenne vicino di casa, si era invaghito di Maria, che non faceva nulla per attirare i suoi sguardi. Il pomeriggio del 5 luglio 1902 le due famiglie stavano sbaccellando le fave secche sull’aia, e Maria si trovava sola in casa a rammendare. Con una scusa Alessandro lasciò il lavoro, e presa Maria l’attirò in cucina; poiché la ragazza cercava di liberarsi dalla stretta e di fuggire, la trafisse a morte con un punteruolo. Trasportata all’ospedale di Nettuno, vi morì il giorno dopo.
Papa Pio XII il 24 maggio 1950 celebrava la sua canonizzazione. Maria Goretti è compatrona delle diocesi di Latina e di Nettuno.
La tradizione unisce indissolubilmente la missione del papa alla città dove gli apostoli Pietro e Paolo hanno reso la suprema testimonianza della fede con il loro martirio. Per questo motivo il titolo di «Vescovo di Roma» è il primo e il più antico attribuito al Romano Pontefice. Tra i vescovi che hanno guidato la Chiesa di Roma nel corso dei secoli, molti sono stati canonizzati e beatificati. La Diocesi, volendo conservare grata memoria di tutti i suoi santi pastori, li celebra insieme in un’unica festa, nell’ottava della Solennità dei santi Pietro e Paolo.
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Padre del monachesimo d’Occidente, dichiarato patrono d’Europa nel 1964 con la Lettera apostolica “Pacis nuntius” di Paolo VI, Benedetto nacque a Norcia attorno al 480. Inviato a Roma per gli studi letterari, se ne allontanò ben presto, “desideroso di piacere solo a Dio”.
Visse ad Affile questo primo distacco in forma semianacoretica, ma anche da qui fuggì dopo un miracolo (il vaglio rotto dalla nutrice e da lui ricomposto) che rendendolo celebre, gli impediva di restare nell’amata solitudine. Si diresse verso i monti di Subiaco, dove fece esperienza di eremitismo, abitando in una grotta. Visse poi per un certo tempo la forma cenobitica, che si rivelò fallimentare nella riforma del monastero di Vicovaro.
Ripresa la via della solitudine, fu raggiunto ben presto da alcuni giovani desiderosi di condividerne la vita. Fondò così ben tredici monasteri, con a capo di ognuno un abate. Ma ancora una volta l’invidia per la sua vita esemplare lo costrinse ad abbandonare quei luoghi e lo spinse fino a Cassino, dove sul monte, un tempo luogo di culto profano, edificò un monastero.
Qui mentre la vita cenobitica si consolidava anche alla prova del tempo, Benedetto scrisse la Regula monasteriorum, “segnalata per discrezione e limpida per dettato”, come ebbe a dire Gregorio Magno nel II libro dei Dialoghi, c. 36. Proprio in questo secondo libro, tutto dedicato alla narrazione della vita di Benedetto, Gregorio racconta i prodigi e i miracoli compiuti dal santo, presentandolo come un modello vivente, una parola di Vangelo.
Secondo un’antica tradizione, Benedetto morì il 21 marzo 547, festeggiato fino alla recente riforma liturgica come il giorno del transitus.
La festa odierna cade del giorno della traslazione delle sue reliquie in Francia. Codice spirituale per tutti i cristiani, oltre che per i monaci, la Regola è una piccola summa dell’Evangelo.
“Ascolta, figlio mio, i precetti del maestro, piega l’orecchio del tuo cuore, accogli con docilità e metti concretamente in pratica gli ammonimenti che ti vengono da un padre pieno di comprensione; cosicché tu possa per laboriosa obbedienza tornare a Colui dal quale ti eri allontanato per l’inerzia della disobbedienza… Lasciamoci cogliere da stupore di fronte alla Parola divina che ogni giorno grida a noi esortatrice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore… Ecco, nella sua misericordia il Signore apre dinanzi a noi la via della vita… ” (Regola, Prologo, vv. 1-3; 9-10; 20).
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