IL CROCIFISSO venerato in santa Rita
MERCOLEDI 18 FEBBRAIO 2026
ORE 8.00 E 18.30 SANTE MESSE CON IL RITO DI IMPOSIZIONE DELLE CENERI
Leggi tutto...
16 Lunedì - Venga a me la tua misericordia e avrò vita. I farisei chiedono a Gesù un segno dal cielo per metterlo alla prova, ma non avranno alcun segno. La fede non si impone ma si accoglie. GESÙ È VENUTO PER DARE COMPIMENTO

La sola legge che interpella ogni coscienza e la rende responsabile di fronte a Dio e agli altri è l'amore. L'amore di cui parla Gesù non è puro sentimento, ma è sentirsi responsabili del bene e della felicità propria e altrui. L'amore senza una regola, seguendo l'istinto, senza la "legge" appunto, a prima vista sembra pienamente libero, ma porta solo infelicità perché nutre unicamente il proprio egoismo. L'amore che chiede Gesù, lui l'ha vissuto sulla croce, dando tutto sé stesso. L'amore, che è pieno compimento della legge e che dona la felicità e la pienezza della vita, non è soddisfacimento dei propri bisogni, ma è frutto dell'amore di Dio che il Signore ha effuso nei nostri cuori. Per questo il Vangelo indica sei casi della vita quotidiana nei quali viene chiesto al discepolo di fare scelte di amore vero e coraggioso: essi riguardano i temi della riconciliazione, della rabbia, dell'insulto, dell'adulterio, della distanza dal peccato, del divorzio. Il Libro del Siracide (I Lettura) ci dice che i comandamenti non sono una gabbia, ma il modo per essere custoditi nel bene e conoscere la vera sapienza rivelata da Dio per mezzo dello Spirito (II Lettura).settimana 16-21 febbraio 2026
17 Martedì - Beato l'uomo a cui insegni la tua legge, Signore. Gesù ricorda ai discepoli le moltiplicazioni dei pani e li rimprovera: hanno occhi e orecchi, ma non comprendono.
18 Mercoledì * LE CENERI. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. Dinanzi al Signore dobbiamo essere autentici e praticare con sincerità l'elemosina, la preghiera e il digiuno.
19 Giovedì - Beato l'uomo che confida nel Signore. La croce di Gesù e le nostre sono legate dal senso profondo della vita in Dio. Chi perde la vita per lui, la salverà. ore 17.00 itinerario ritiano nel 3° giovedì di santa Rita
20 Venerdì - Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto. L'osservazione sul non digiuno dei suoi a Gesù è segno della difficoltà di andare oltre l'esteriorità delle cose.
21 Sabato - Mostrami, Signore, la tua via. I malati hanno bisogno del medico. Proprio per questo Gesù dice a Levi, un pubblicano: «Seguimi"
SETTIMANA LITURGICA
CALENDARIO MENSILE
↓ ↓ ↓
Leggi tutto...

I fratelli Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi, nati a Tessalonica all’inizio del secolo IX, svolsero nell’Europa centrale un’azione missionaria caratterizzata da una speciale attenzione ai costumi e alla lingua dei popoli da evangelizzare. Cirillo studiò a Tessalonica e a Costantinopoli alla scuola di insigni maestri e insegnò per breve tempo. Rifiutata un’alta dignità civile, ricevette gli ordini sacri. Metodio conseguì un’accurata formazione giuridica e dopo aver ricoperto cariche amministrative, divenne monaco in Bitinia. Dall’imperatore di Costantinopoli i due fratelli vennero incaricati dapprima di una missione in Crimea e in seguito, nell’anno 863, in Moravia. Con alcuni discepoli per quasi quattro anni realizzarono un lavoro missionario che diede visibili risultati. Curarono la formazione del clero per assicurare alla Chiesa slava la propria struttura gerarchica. Provvidero i popoli slavi dell’alfabeto che ancor oggi si chiama “cirillico”, e così più agevolmente poterono avviarli alla conoscenza della Parola di Dio ed alla comprensione dei divini misteri, usando la lingua del popolo nelle celebrazioni liturgiche.
Purtroppo l’incomprensione e la malevolenza di molti ostacolarono fortemente i generosi sforzi di questi due apostoli innovatori; per giustificare il loro operato dovettero recarsi a Roma dove trovarono accoglienza e approvazione da parte dei papi Niccolò I e Adriano II. A Roma Cirillo si ammalò. Sentendo prossima la fine, volle vestire l’abito monastico; il 14 febbraio 869 chiuse la sua esistenza terrena. Aveva 42 anni. Metodio, ordinato vescovo, ripartì con la qualifica di legato apostolico per la Pannonia e la Moravia. Lavorò con zelo indefesso, ma ebbe a soffrire da parte di coloro che non volevano innovazioni nel campo pastorale e liturgico.
Calunniato e accusato di eresia, subì persino la prigione e l’esilio. Per intervento del Papa poté tuttavia riprendere la missione in Moravia, consolidando l’organizzazione ecclesiastica. Le incessanti opposizioni amareggiarono gli ultimi anni del suo tenace lavoro. Il 6 agosto dell’885 san Metodio morì.
Il 30 dicembre 1980 Giovanni Paolo II ha proclamato i santi Cirillo e Metodio compatroni d’Europa, accanto a san Bnedetto. Nel 1999 è stato attribuito questo titolo anche a santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e a santa Brigida di Svezia.
Quest'antica tradizione vuole preparare i devoti alla festa del 22 maggio con un percorso di preghiera e di ricca devozione.
Il numero di 15 è scelto in onore ai 15 anni in cui Rita ebbe il dono di portare la "spina del Signore". Il giovedì è scelto perché, secondo la tradizione è il giorno in cui la Santa entrò nel cielo al suono festoso delle campane.
Nel corso dei 15 giovedì mediteremo un tratto della vita della santa con la recita del Santo Rosario e le Litanie di Santa Rita.
A seguire la Santa Messa secondo le intenzioni dei devoti presenti.
Calendario degli appuntamenti: