IL CROCIFISSO venerato in santa Rita

DOMENICA 22 MARZO LA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DELLE 11.30 SARA’ SOSPESA A CAUSA DEL PASSAGGIO DELLA MARATONA PER LE VIE DEL CENTRO !
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Via Matris
“Il pio esercizio della Via Matris si armonizza bene con alcune tematiche proprie dell’itinerario quaresimale. Infatti, essendo il dolore della Vergine causato dal rifiuto di Cristo da parte degli uomini, la Via Matris rinvia costantemente e necessariamente al mistero di Cristo servo sofferente del Signore, rifiutato dal suo popolo. E rinvia ancora al mistero della chiesa: le stazioni della Via Matris sono tappe di quel cammino di fede e di dolore, nel quale la Vergine ha preceduto la Chiesa e che questa dovrà percorrere fino alla fine dei secoli”. (N° 137 del Direttorio su pietà popolare e liturgia della congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, 2001)
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16 Lunedì - Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. L'ufficiale regio è il prototipo del credente: accoglie la Parola di Dio e si mette in cammino con fiducia. «CREDO, SIGNORE!»

L'attestazione di fede di un cieco dalla nascita, che oggi leggiamo nel Vangelo, è la risposta esistenziale a un incontro trasformativo. Nel racconto giovanneo, il cieco guarito da Gesù attraversa un processo di riconoscimento progressivo: da beneficiario di un miracolo diventa confessore della divina identità di Cristo, il "Figlio dell'uomo". La sua professione di fede nasce non da astrazione, ma dall'esperienza vissuta - dalla vista riacquistata alla luce interiore della fede - nell'incontro con Gesù, "luce del mondo" che illumina, dissolvendo le tenebre del cuore. Paolo definisce il "frutto della luce" come «bontà, giustizia e verità» (II Lettura) - virtù che in Cristo raggiungono la pienezza: bontà che accoglie la fragilità, giustizia che ristabilisce, verità che libera.
Credere non è mero assenso intellettuale, ma conversione integrale dell'essere: accogliere Cristo implica lasciarsi sanare e trasformare. Anche nelle tenebre, la sua luce opera con fecondità, generando frutti di carità, rettitudine e autenticità. Come il cieco, ogni credente è chiamato a riconoscere in Gesù il Kýrios, il Signore, traducendo il «Credo, Signore!» in una esistenza trasfigurata dalla grazia.settimana 16-21 marzo 2026
17 Martedì - Dio è per noi rifugio e fortezza. Àlzati, prendi la tua barella e cammina. Non dimenticare di essere un malato che è stato guarito, salvato.
18 Mercoledì - Misericordioso e pietoso è il Signore. Gesù si dichiara apertamente Figlio di Dio: per questo è il giudice di tutti. Credere in lui significa accettare questa verità.
19 Giovedì *** S. GIUSEPPE. In eterno durerà la sua discendenza. Dio non ha voluto privare suo Figlio di un padre sulla terra: lo affidò alla cura premurosa di san Giuseppe. ore 17.00 ITINERARIO RITIANO nel settimo Giovedì di santa Rita.
20 Venerdì - Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato. Secondo una tradizione il Messia doveva avere un'origine misteriosa: i nemici di Gesù lo denigrano perché sanno da dove viene.
21 Sabato - Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio. Continua la discussione sull'identità di Gesù: è tutto un parlottio su di lui, se sia o meno un profeta o il Messia atteso. ore 18.00 VIA MATRIS (i Sette Dolori di Maria sono sette episodi dolorosi della vita della Vergine Maria, meditati attraverso la "Corona dei Sette Dolori" o "Via Matris", che includono la profezia di Simeone, la fuga in Egitto, lo smarrimento di Gesù, l'incontro sul Calvario, la crocifissione, la deposizione dalla croce e la sepoltura di Gesù, culminando nella sua solitudine e dolore).
SETTIMANA LITURGICA
CALENDARIO MENSILE
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Discendente della stirpe di Davide attraverso Giacobbe (Mt 1,16) ed Eli (Lc 3,23), Giuseppe, il cui nome in ebraico significa “Jahvè accresca”, o “aggiunga”, visse a Nazareth, in Galilea svolgendo l’attività di falegname. Attraverso l’apparizione di un angelo, che in sogno gli rivela la divina maternità di Maria, sua sposa, riceve l’incarico di assumere la paternità del figlio generato per opera dello Spirito Santo. Sempre in sogno, dopo la nascita del figlio Gesù, un angelo lo esorta a fuggire in Egitto per salvare il Bambino dalla persecuzione di Erode, e solo alla morte di costui poté ritornare a Nazareth con Maria e il figlio Gesù. Giuseppe è presente ancora nel vangelo quando Gesù dodicenne si allontana dai genitori per discutere con i dottori nel tempio. È sempre presentato come “sposo di Maria” e “padre” di Gesù, considerato come suo figlio, sia dalla sposa (Lc 2,48) che dagli estranei (Lc 4,22) e gli è attribuita la qualifica di “giusto” (Mt 1,19).
I vangeli non ci informano di più sulla sua vita, e nulla narrano della sua morte e sul luogo della sua sepoltura, mentre i vangeli apocrifi riportano tante leggende sul conto della santa famiglia. Dagli evangelisti Giuseppe è considerato parte integrante della storia della salvezza, intimamente legato al piano dell’incarnazione. Gesù è discendente di Davide “secondo la carne” (Rm 1,3), quindi Dio è stato fedele alle sue promesse proprio grazie alla presenza e alla fede di Giuseppe il quale, accogliendo come suo il “figlio di Maria”, sua legittima sposa, lo inserisce nella discendenza davidica, da cui doveva nascere il Messia.
La devozione di san Giuseppe, accanto a quella della Vergine sua sposa, è sempre stata cara al popolo cristiano, che ne implora la intercessione nei tempi più difficili. Papa Giovanni XXIII, che nutriva un’affezione particolare per san Giuseppe, stabilì che nel Canone Romano della messa fosse inserito il suo nome accanto a quello della Vergine Maria, prima degli angeli, dei sommi pontefici e dei martiri. In Occidente il culto di san Giuseppe è relativamente tardo, mentre in Oriente risale al IV secolo. In Europa ne troviamo le prime testimonianze nei Martirologi del X secolo, alla data del 19 marzo, destinata a diventare festa universale nel 1621, quando Gregorio XV la estenderà a tutta la Chiesa.
Quest'antica tradizione vuole preparare i devoti alla festa del 22 maggio con un percorso di preghiera e di ricca devozione.
Il numero di 15 è scelto in onore ai 15 anni in cui Rita ebbe il dono di portare la "spina del Signore". Il giovedì è scelto perché, secondo la tradizione è il giorno in cui la Santa entrò nel cielo al suono festoso delle campane.
Nel corso dei 15 giovedì mediteremo un tratto della vita della santa con la recita del Santo Rosario e le Litanie di Santa Rita.
A seguire la Santa Messa secondo le intenzioni dei devoti presenti.
Calendario degli appuntamenti: