La "Santa dei casi impossibili"
DAL 5 FEBBRAIO AL 14 MAGGIO 2026
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SETTIMANA SANTA E PASQUA 2026

Il sacro Triduo della Passione e Risurrezione del Signore risplende quale culmine di tutto l’anno liturgico, perché Cristo ha compiuto l’opera di redenzione degli uomini e della perfetta glorificazione di Dio specialmente attraverso il suo Mistero pasquale, col quale “morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha ridato la vita”.


GIOVEDÌ - VENERDÌ - SABATO SANTO

 PARTECIPIAMO AL TRIDUO PASQUALE NELLE RISPETTIVE CHIESE PARROCCHIALI


SETTIMANA SANTA E PASQUA 2026

 

 

DOMENICA DELLE PALME

DAL CENACOLO AL SEPOLCRO VUOTO

 



Nella Settimana santa la Chiesa si pone in ascolto della Parola viva che interpella e plasma l'esistenza; sosta in preghiera nel Cenacolo, nel Getsemani, sotto la croce, presso il sepolcro del Signore, presentando le necessità dei suoi figli e intercedendo per la salvezza del mondo; offre con cuore penitente il sacrificio eucaristico, corpo donato e sangue versato per il perdono dei peccati; genera figli a vita nuova e immortale mediante il Battesimo, la Cresima e l'Eucaristia; davanti al sepolcro del suo Signore, attende e coltiva la ferma speranza della «notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro» (Preconio pasquale).

SETTIMANA SANTA

 

30 Lunedì Santo - Il Signore è mia luce e mia salvezza. Mentre crescono le trame contro il Signore, una donna gli riserva un gesto di totale gratuità e di amore. 


31 Martedì Santo - La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza. Giuda esce ed è notte: ecco il buio del tradimento, del peccato nel quale Cristo entra per vincerlo con la sua luce. ore 17.00 ITINERARIO RITIANO nel 9° Giovedì di Santa Rita.


01 Mercoledì Santo - O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi. Il tradimento non viene dall'esterno: è uno dei Dodici che consegna Gesù. L'enigma del male si insinua anche nei discepoli. 

 

02 GIOVEDI SANTO

Entriamo nel Triduo Pasquale celebrando la Cena del Signore, «convito nuziale del suo amore» (Colletta). È detta ultima, perché non ve ne sono "altre": la liturgia ci rende contemporanei all'unico eterno atto d'amore con cui Gesù, la notte in cui veniva tradito, ha consegnato tutto sé stesso per la sua Chiesa-umanità amando i suoi fino alla fine (Vangelo), anticipando e rivelando il senso della sua passione, morte e risurrezione. «Quale sposo muore per la sua sposa se non il Signore nostro Gesù Cristo? Chi ha mai dato il suo sangue come dono nuziale?» (Giacomo di Sarug). Il Maestro viene nel Cenacolo con le "insegne regali dell'amore": l'umile servizio e la carità fatte sacramento. Il pane diviene suo Corpo, il calice colmo del frutto della vite suo Sangue, la mensa pasquale altare dove il vero Agnello è immolato (I Lettura). La sua offerta d'amore chiede il nostro pieno coinvolgimento: «Fate questo in memoria di me». Ecco che cosa annunciamo ogni volta che mangiamo questo pane e beviamo al calice nell'Eucaristia (II Lettura), partecipi della nuova ed eterna alleanza dove Sposo e Sposa non sono più due, ma un'unica e indivisa realtà.

03 VENERDI SANTO

Per essere eternamente fecondo l'amore chiede di oltrepassare la morte. È l'esigenza irrinunciabile del mistero pasquale sigillata nel corpo di carne di Cristo: «Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza» (I Lettura). Mistero del Venerdì Santo! Celebrando la Passione del Signore non contempliamo la forza distruttrice del male, ma l'amore generativo di colui che, per redimerci dal peccato, è divenuto per noi «causa di salvezza eterna» (II Lettura). Gesù crocifisso è il nuovo Adamo dal cui fianco aperto è nata la Chiesa e la croce è l'albero della vita da cui pende il frutto maturo e dolcissimo dell'infinita carità di Dio verso di noi.

04 SABATO SANTO

In questa notte più luminosa del giorno celebriamo il grande evento pasquale che ha inondato di luce le nostre vite, partorendo dal fondo del sepolcro l'annuncio di speranza: «Cristo è risorto!». La nuova luce del cero avanza gradualmente nel buio restituendo identità ai nostri volti. La sua luce serena disperde ogni tenebra vincendo l'oscurità del peccato e della morte! Prefigurata all'inizio della creazione e nella colonna di fuoco, questa luce di risurrezione attraversa la storia della salvezza schiudendosi «all'alba del primo giorno della settimana». Come le donne (Vangelo), ne accogliamo l'annuncio per irradiare nel mondo lo splendore di Cristo che, «risorto dai morti, non muore più» (Epistola)!

 


 

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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RIPRESO IL CAMMINO DEI "QUINDICI GIOVEDI DI SANTA RITA"

Quest'antica tradizione vuole preparare i devoti alla festa del 22 maggio con un percorso di preghiera e di ricca devozione.
Il numero di 15 è scelto in onore ai 15 anni in cui Rita ebbe il dono di portare la "spina del Signore". Il giovedì è scelto perché, secondo la tradizione è il giorno in cui la Santa entrò nel cielo al suono festoso delle campane.


Nel corso dei 15 giovedì mediteremo un tratto della vita della santa con la recita del Santo Rosario e le Litanie di Santa Rita.

A seguire la Santa Messa secondo le intenzioni dei devoti presenti.

Calendario degli appuntamenti:

  • 9° giovedì 31 marzo (martedì santo)
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  • 10° giovedì 9 aprile
  • 11° giovedì 16 aprile
  • 12° giovedì 23 aprile
  • 13° giovedì 30 aprile
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  • 14° giovedì 7 maggio
  • 15° giovedì 14 maggio



Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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