La "Santa dei casi impossibili"
DAL 5 FEBBRAIO AL 14 MAGGIO 2026
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GIORNATA PER LA CARITA DEL PAPA 2026

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XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cristo ci dice: «Non abbiate paura». Esiste un bene più grande della vita biologica: la vita eterna; e un male peggiore della morte fisica: perdere Dio. Il cristiano professa la sua fede con coraggio, perché crede che il Padre custodisce, già ora, la sua vita per l'eternità.


«NON ABBIATE PAURA»

 


Chi sperimenta la propria debolezza nella solitudine e tribolazione sa che cos'è la consolazione di Dio e domanda, come nel Salmo, di sentire l'infinita bontà del suo amore, l'abbraccio della sua grande tenerezza. Il Signore gli è vicino. È la certezza che ha sostenuto Geremia, divenuta confessione di fede: «Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso» (I Lettura). La fede apre all'ascolto interiore della voce di Dio che sussurra all'orecchio del cuore: «Non abbiate paura!», chiedendo di farsi annuncio dalle terrazze, profezia di speranza e libertà per ogni uomo e donna in questo mondo. In mezzo al clamore e agli intrighi degli uomini la verità si fa strada con la potenza inerme della testimonianza. Nessuna tempesta, nessuna menzogna potrà mai estinguere la fiamma di verità che arde nascosta nel "segreto" di una coscienza pura. Non vi è tenebra che possa trattenere lo splendore della luce (Vangelo). Paolo lo grida: è più forte il bene di un solo uomo, Cristo, che il male di un'intera moltitudine. È più forte "il dono di grazia" che il contagio dilagante del peccato (II Lettura). «Per chi ama Dio, tutto ciò che appare dannoso si mostrerà utile» (san Giovanni Crisostomo).



settimana 22-27 giugno 2026

 

22 Lunedì - Salvaci con la tua destra e rispondici, Signore! La grazia renda puro il nostro sguardo per vedere la nostra trave e guardare al prossimo con misericordia. S. Paolino di Nola (mf); Ss. Giovanni Fisher e Tommaso Moro (mf). 2Re 17,5-8.13-15a.18; Sal 59; Mt 7,1-5.


23 Martedì - Dio ha fondato la sua città per sempre. Entriamo pregando per la porta stretta sapendo che nella prova il Signore è con noi e rimane con noi. S. Lanfranco; S. Giuseppe Cafasso; B. Maria R. Cimatti. 2Re 19,9b-11.14-21.31-35a.36; Sal 47; Mt 7,6.12-14.


24 Mercoledì - NATIVITÀ DI S. GIOVANNI BATTISTA. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda. Il Signore sempre sorprende con la sua misericordia, come avvenne per Zaccaria ed Elisabetta. S. Teodolfo. Is 49,1-6; Sal 138; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80.


25 Giovedì - Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome. Costruiamo la nostra vita sulla roccia, nel tempo della tempesta Dio sarà per noi forza e sostegno. S. Massimo; S. Prospero; S. Guglielmo di Montevergine. 2Re 24,8-17; Sal 78; Mt 7,21-29.


26 Venerdì - In terra d'esilio leviamo il nostro canto. Il Dio dell'impossibile compie miracoli: nella sua volontà può accogliere la nostra richiesta di guarigione. Ss. Giovanni e Paolo; S. Vigilio; S. Josemaría Escrivá. 2Re 25,1-12; Sal 136; Mt 8,1-4.


27 Sabato - Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri. Chiunque può chiedere la guarigione a Gesù per una persona cara. Il centurione e Pietro sono stati esauditi. S. Cirillo di Alessandria (mf); S. Arialdo. Lam 2,2.10-14.18-19; Sal 73; Mt 8,5-17.




 

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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24 giugno: NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA

 

Nel IV secolo la nascita di Gesù venne fissata al solstizio d’inverno, quella di Giovanni, per rispettare la lettera del racconto evangelico, venne collocata nel solstizio d’estate, esattamente sei mesi prima del Natale, quando le giornate cominciano ad accorciarsi, a confermare fin dall’inizio – dicono i Padri – la testimonianza che Giovanni darà a Cristo: Egli deve crescere, e io diminuire. Ma Colui che, di fronte all’Atteso che viene, scompare, il Precursore che, nel suo nascere, vivere e morire, è unicamente in funzione dell’annuncio che porta, è “il più grande tra i nati di donna”, secondo l’elogio stesso di Gesù; e come tale la liturgia, unico tra tutti i santi, lo celebra sia nella nascita che nella morte.
Frutto della promessa di Dio, egli venne, novello Elia, per preparare al Signore un popolo ben disposto. E dell’attesa visse fin dal seno materno la gioia – come l’“amico dello sposo” – e insieme il rigore della conversione, dimorando nell’aridità del deserto dove nella solitudine, nell’ascesi e nella preghiera si preparò alla sua missione. Quando iniziò la sua predicazione di fuoco, rapidamente la fama del nuovo profeta si diffuse in tutto il paese. “Veniva a lui tutta la Giudea e tutti quelli di Gerusalemme – dice il Vangelo – e si facevano battezzare nel Giordano”.
E tra la folla dei penitenti venne a lui anche Gesù, l’Innocente, che Giovanni riconobbe e indicò come “l’Agnello di Dio”, Colui che porta il peccato del mondo, l’atteso Messia. Del Messia fu precursore anche nella morte innocente, che subì come testimone della verità. Giovanni Battista, fin dagli inizi del monachesimo, è sempre stato venerato con particolare amore dai monaci, che riconoscono in lui un modello e un ispiratore luminoso nella loro ricerca di accogliere il Veniente, il Signore che continua a venire a visitare il suo popolo.

 

26 Giugno: san Josemaría Escrivá

 

Nato a Barbastro, in Spagna, nel 1902 e ordinato sacerdote nel 1925, durante un ritiro spirituale il 2 ottobre 1928, riceve da Dio il compito di fondare l’Opus Dei, la cui missione è promuovere tra gli uomini e le donne di tutti gli ambienti della società un impegno personale a seguire Cristo e a cercare la santità nella vita quotidiana. Da quel momento don Josemaría si dedica anima e corpo a compiere la missione che ha ricevuto.
Cosciente che la sua missione ha radice e portata universali, don Josemaría si trasferisce a Roma nel 1946, appena conclusa la guerra mondiale. L’Opus Dei riceve varie approvazioni pontificie, che confermano i suo spirito e la missione a servizio della Chiesa universale e delle Chiese locali. Da Roma, per impulso diretto del Fondatore, l’Opus Dei si estende a poco a poco nei cinque continenti a servizio delle chiese locali. Durante il Concilio Vaticano II (1962-1965), il Fondatore dell’Opus Dei mantiene intensi e fraterni contatti con numerosi Padri conciliari sui temi che costituiscono il nucleo del magistero conciliare, come la chiamata universale alla santità e la funzione dei laici nella Chiesa. Dal 1970il suo impegno evangelizzatore lo spinge a intraprendere viaggi di catechesi attraverso l’Europa e l’America latina, dove incontra molte migliaia di persone. Muore a Roma il 26 giugno 1975. Giovanni Paolo II lo eleva agli altari nel 1992 tra un’enorme folla di fedeli. Nel 2002 viene canonizzato a Roma davanti a pellegrini di oltre 80 paesi.

29 GIUGNO: SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, PATRONI DELL'ALMA CITTA' DI ROMA

Roma immortale di Martiri e di Santi,
Roma immortale accogli i nostri canti:
gloria nei cieli a Dio nostro Signore,
pace ai Fedeli, di Cristo nell'amore.
A Te veniamo, Angelico Pastore,
in Te vediamo il mite Redentore,
erede Santo di vera e santa Fede;
conforto e vanto a chi combatte e crede,
non prevarranno la forza ed il terrore,
ma regneranno la Verità, l'Amore.
Salve Salve Roma, patria eterna di memorie,
cantano le tue glorie mille palme e mille altari.
Roma degli apostoli, Madre guida dei Redenti,
Roma luce delle genti, il mondo spera in te!
Salve Salve Roma, la tua luce non tramonta,
vince l'odio e l'onta lo splendor di tua beltà.
Roma degli Apostoli, Madre e guida dei Redenti,
Roma luce delle genti, il mondo spera in te!

AVVISO ORARIO ESTIVO


Orari Sante Messe Estate 2026

DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO (compresi)

prefestiva del sabato   18.30

santa messa festiva      11.30

santa messa feriale      08.00

 


Orari apertura della chiesa mese di agosto

festivi  11.00 - 12.30

dal lunedì al venerdì  07.00 - 09.00

sabato 17.30 - 19.30

 



 

Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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