La "Santa dei casi impossibili"
DAL 5 FEBBRAIO AL 14 MAGGIO 2026
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QUARTA DOMENICA DI PASQUA

IL PASTORE CAMMINA DAVANTI ALLE PECORE

 


Attraverso la redazione dei diversi evangelisti, ogni IV domenica di Pasqua la liturgia della Chiesa ci presenta le immagini del "Pastore" e della "porta", nelle quali Gesù si identifica e che ne rappresentano l'identità e la missione. L'identità: Gesù è il Pastore, quello buono, non solo nel significato del sentimento, ma anche in quello concreto di mettersi all'opera (buono, cioè operoso) per salvare ad ogni costo le pecore del suo gregge, ciascuno di noi! Nell'immagine biblica, il Pastore è colui che non si ferma a emettere proclami, ma si dà da fare, affrontando anche vie scoscese e impervie pur di trovare la pecora smarrita, e riportarla alla sicurezza dell'ovile, cioè all'amore della sua presenza. La missione: ritrovata la pecora, a volte acciaccata o ferita, desolata o disorientata, egli la conduce, le spalanca la porta della sua misericordia, la trattiene presso di sé, prendendosene cura. Ecco perché, ognuno ha la buona speranza di avere vita, e vita in abbondanza! Ognuno così può eliminare da sé la più grande paura che ci minaccia: sentirsi soli e abbandonati, senza un rifugio sicuro.

27 aprile-2 maggio 2026

 

27 Lunedì - L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. Ognuno di noi è una pecorella conosciuta per nome e amata dal Buon Pastore che ci chiede di riconoscerlo. 


28 Martedì - Genti tutte, lodate il Signore. Dobbiamo seguire Gesù, ascoltare la sua voce: solo in lui non ci perderemo. 


29 Mercoledì ** S. CATERINA DA SIENA patrona d'Italia e d'Europa. Benedici il Signore, anima mia. Non i sapienti del mondo ma i piccoli sanno riconoscere colui che si è fatto povero per noi. 


30 Giovedì * San Pio V, papa. Canterò in eterno l'amore del Signore. Dopo la lavanda dei piedi, Gesù annuncia la beatitudine di chi sta dalla sua parte, servendo i fratelli. ORE 17.00 ITINERARIO RITIANO NEL TREDICESIMO GIOVEDI DI SANTA RITA


01 Venerdì * San Giuseppe lavoratore. Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato. I concittadini di Gesù non comprendono: da dove viene la sua sapienza, lui che è figlio del falegname? PRIMO VENERDI DEL MESE - ore 8.00 santa Messa in onore del Sacro Cuore


02 Sabato * Sant'Atanasio, Vescovo e Dottore della Chiesa. Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio. Chi ha visto me ha visto il Padre: Gesù è l'unico rivelatore di Dio, in perfetta comunione con lui e compie sempre il suo volere.




 

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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30 aprile: san Pio V, papa

 

Antonio Ghisleri nacque il 17 gennaio 1504 a Bosco Marengo (Alessandria), da una famiglia povera. Nella sua infanzia fece il pastorello. All’età di 14 anni entrò nel convento dei domenicani osservanti di Voghera, prendendo il nome di Michele. Nel 1528 a Genova fu ordinato sacerdote. Passando per vari conventi del suo ordine, giunse infine a Roma, dove, nel 1551, fu nominato commissario e rappresentante dell’inquisitore generale, card. Gian Pietro Carafa, il quale, diventato papa col nome di Paolo IV, lo fece vescovo di Sutri e Nepi, lo nominò cardinale, designandolo poi grande inquisitore a vita. Il 7 gennaio 1566 Antonio Ghisleri fu eletto papa e assunse il nome di Pio V. Volle mantenere il suo abito bianco di domenicano, introducendo così la tradizione della veste bianca per i papi.
Papa Ghisleri non fu molto apprezzato dalle potenze cattoliche, perché si annunciò subito decisamente riformatore: decretò che le somme destinate per i suoi festeggiamenti fossero distribuite ai poveri; si dedicò subito a tradurre nei fatti gli orientamenti del concilio di Trento, emanando il nuovo Catechismo Romano e i nuovi testi del Messale e del Breviario Romano. Intensissima fu la sua azione diplomatica per la concordia tra i popoli e soprattutto tra i principi cristiani, al fine di fronteggiare insieme l’invasione turca.
L’apice del suo pontificato fu la clamorosa e inattesa vittoria di Lepanto, ottenuta per intercessione della Beata Vergine, invocata con il Rosario come “ausilio e soccorso” della Chiesa. Pio V morì il 1° maggio 1572 e fu canonizzato nel 1712.

 

1 maggio: san Giuseppe Lavoratore

 

Nella festa del 19 marzo san Giuseppe viene festeggiato come padre putativo di Gesù: questa paternità lo qualifica e lo esalta facendo di lui uno dei personaggi più significativi e amati della Chiesa. Oggi invece si ricorda san Giuseppe nella sua condizione di operaio, di carpentiere e, come tale, patrono dei lavoratori.
E’ una festa istituita da Pio XII nel 1955 con l’intenzione di dare al mondo del lavoro, che viveva problematiche nuove e di grande peso su tutta la società, un protettore e un modello. Ricordare san Giuseppe carpentiere significa anche riportare alla memoria l’ambiente in cui Cristo è nato ed è cresciuto come uomo, l’ambiente in cui ha vissuto quasi tutta la sua vita. Significa dunque ricordare che anche il Signore Gesù ha lavorato con mani di uomo, e di tutto l’uomo e di ogni uomo è modello e salvatore.

 

 

RIPRESO IL CAMMINO DEI "QUINDICI GIOVEDI DI SANTA RITA"

Quest'antica tradizione vuole preparare i devoti alla festa del 22 maggio con un percorso di preghiera e di ricca devozione.
Il numero di 15 è scelto in onore ai 15 anni in cui Rita ebbe il dono di portare la "spina del Signore". Il giovedì è scelto perché, secondo la tradizione è il giorno in cui la Santa entrò nel cielo al suono festoso delle campane.


Nel corso dei 15 giovedì mediteremo un tratto della vita della santa con la recita del Santo Rosario e le Litanie di Santa Rita.

A seguire la Santa Messa secondo le intenzioni dei devoti presenti.

Calendario degli appuntamenti:

  • 13° giovedì 30 aprile
  •  
  • 14° giovedì 7 maggio
  • 15° giovedì 14 maggio



Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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