IL CROCIFISSO venerato in santa Rita

"A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i misteri, con l'intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza". (La Vergine Maria a Lucia di Fatima)
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09 Lunedì ** DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE. Un fiume rallegra la città di Dio. Solo alla luce della risurrezione comprendiamo che Gesù è il tempio di Dio: la Chiesa è suo corpo e sua sposa. S. Elisabetta della Trinità. Ez 47,1-2.8-9.12 opp. 1Cor 3,9c-11.16-17; Sal 45; Gv 2,13-22. SETTIMANA LITURGICA CALENDARIO MENSILE ↓ ↓ ↓«L'OLIO IN PICCOLI VASI»

La liturgia di oggi è ricca di simboli e paradossi: giorno-notte, veglia-sonno, incontro-attesa, fatica-riposo. Come a dire che nei suoi accadimenti la vita è uguale per tutti e tuttavia, nel suo fondo nascosto, per tutti non è uguale... Le vergini sagge, diversamente dalle stolte, «insieme alle loro lampade presero anche l'olio in piccoli vasi». Questo olio è simbolo dell'amore custodito nel tempo e proteso all'incontro con lo Sposo. Se l'amore, bene non negoziabile (cfr. Ct 8,7), è quanto di più personale, interiore e prezioso ci sia, cos'altro vuol dire prendere l'olio «in piccoli vasi» se non riversarne quanto è possibile nel "poco" di ciascun giorno e conservarlo nella lunga attesa dei giorni e delle notti? Il libro della Sapienza esprime questo lavorio segreto e continuo con i verbi cercare, desiderare, vegliare... propri di un cuore che ama. Amare è l'arte nobile della vita, la scommessa dell'oggi, la speranza che anima il presente ancorandolo al futuro. Sta a noi scegliere se vivere a metà pensando che basti avere una lampada tra le mani, anche se spenta, o investire oggi cuore, mente ed energie per preparare l'olio che un giorno la farà brillare.settimana 9-14 novembre 2026
10 Martedì * S. Leone Magno. La salvezza dei giusti viene dal Signore. Il credente vive l'obbedienza come risposta gratuita a Dio, non come merito da rivendicare. S. Oreste; S. Andrea Avellino. Tt 2,1-8.11-14; Sal 36; Lc 17,7-10.
11 Mercoledì * S. Martino di Tours. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Solo il Samaritano, che torna per ringraziare è non solo guarito, ma anche salvato per la sua fede. S. Teodoro Studita; S. Marina di Omura. Tt 3,1-7; Sal 22; Lc 17,11-19.
12 Giovedì * S. Giosafat. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe. Il regno di Dio non viene in un modo eclatante che attiri l'attenzione: bisogna saperlo riconoscere. S. Macario; S. Diego. Fm 7-20; Sal 145; Lc 17,20-25.
13 Venerdì - Beato chi cammina nella legge del Signore. Nessuno è padrone della sua vita: possiamo fare mille progetti, ma non possediamo il nostro tempo. S. Imerio; S. Omobono; S. Agostina L. Pietrantoni. 2Gv 1a.3-9; Sal 118; Lc 17,26-37.
14 Sabato - Beato l'uomo che teme il Signore. Come la vedova ottiene giustizia con insistenza, così la fede perseverante è certa della risposta di Dio. S. Teòdoto; S. Rufo; B. Maria Luisa Merkert. 3Gv 5-8; Sal 111; Lc 18,1-8.
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La basilica di san Giovanni in Laterano, è una delle tre basiliche maggiori di Roma, le Basiliche “costantiniane”. Il Laterano, palazzo donato da Costantino alla Chiesa di Roma, fu dall’inizio sede abituale dei papi; nel 313 venne celebrato ivi un Concilio che affrontò la questione dei “donatisti”. La basilica, dedicata da papa San Silvestro, cominciò a diventare simbolo dell’autorità pontificia, secondo l’inscrizione in versi leonini incisi sull’epistilio del portico del Laterano, dove è chiamata “la madre di tutte le Chiese”.
La festa della Dedicazione comincia ad apparire nelle consuetudini rituali verso il XII secolo. Forse la scelta del giorno non è senza legame con il fatto che in questo giorno le Chiese d’Oriente celebrano la commemorazione di un’immagine prodigiosa del SS. Salvatore. Papa Sergio III (904-911) restaurò dalle fondamenta la basilica in seguito a un crollo (897): forse fu questa l’occasione per indire la festa? Quale sede della cattedra del Vescovo di Roma è considerata un riferimento simbolico di unità per tutte le Chiese dell’Urbe e dell’Orbe, essendo la Chiesa – secondo quanto già riconosceva sant’Ignazio d’Antiochia, successore di Pietro nella sede episcopale siriana – “che presiede alla carità” (Ai Romani, Proemio).

Martino nacque nel 317 in Pannonia (Ungheria) da un tribuno militare e fu educato a Pavia. Costretto ad arruolarsi nell’esercito imperiale, in questo ambiente ebbe modo di incontrare la fede cristiana e vi aderì. Dal suo biografo Sulpizio Severo veniamo a sapere che il giovane soldato, ancora catecumeno, incontrò un povero, tremante di freddo, alle porte di Amiens e, non avendo altro da offrirgli, gli diede metà del suo mantello militare. La notte successiva Cristo, apparendogli in sogno, gli fece udire queste parole: “Martino, ancora catecumeno, mi ha coperto con questo mantello”.
Nel 337 fu battezzato e, ispirato dalla figura di Ilario di Poitiers, decise di dedicarsi alla vita monastica; ma intervenne l’esilio inflitto dagli ariani a Ilario, che indusse Martino a ritornare in Pannonia, ove convertì la madre alla fede cristiana. Al rimpatrio di Ilario a Poitiers anche Martino tornò e potè realizzare il suo desiderio, fondando insieme a Ilario il monastero di Ligugé, il più antico d’Europa.
Eletto vescovo di Tours nel 371, iniziò la sua grande opera pastorale dedicandosi alla conversione dei Galli, impegnandosi nella pacificazione tra ariani e ortodossi e nell’evangelizzazione missionaria delle campagne, dove creò le prime parrocchie rurali. Restò comunque sempre fedele alla sua vocazione monastica, continuando a vivere come monaco nel nuovo monastero da lui stesso fondato presso Tours, il cenobio di Marmoutiers, dove condusse con alcuni monaci-preti da lui formati, una vita di comunione fraterna, di condivisione dei beni, di preghiera comune e di predicazione.
La tradizione legata al mondo delle campagne ha fatto di Martino uno dei santi più popolari e amati, inventando una miracolosa ‘estate di san Martino’. Morì l’8 novembre 397 a Candes vicino a Tours.