
È bellissimo unire la Solennità dell'Ascensione con la devozione al Bambinello di Praga. In effetti, c'è un legame profondo tra questi due aspetti della fede, spesso non subito evidente ma ricco di significato.
La Festa dell'Ascensione celebra il momento in cui Gesù, dopo aver trascorso 40 giorni con i suoi discepoli risorto dai morti, sale al Cielo. Questo evento segna la glorificazione della sua umanità e il suo ritorno al Padre, da dove intercede per noi. Non è un addio, ma un nuovo modo di presenza: Gesù continua a essere con noi attraverso lo Spirito Santo e nella Chiesa, in attesa della sua seconda venuta. L'Ascensione è il culmine del mistero pasquale e apre la strada alla Pentecoste, il dono dello Spirito. È un mistero di speranza, perché ci ricorda che dove Lui è, siamo chiamati anche noi ad arrivare.
Il Bambinello di Praga, invece, ci mostra Gesù nella sua umiltà e fragilità di bambino. Questa devozione, molto sentita in tutto il mondo, mette in luce la realtà dell'Incarnazione: Dio si è fatto uomo, un bambino, per salvarci. Sebbene rappresenti Gesù nella sua infanzia, il Bambinello di Praga è spesso raffigurato con abiti regali e una corona, a sottolineare la sua regalità divina fin dalla nascita. Questa statua ci invita a contemplare la semplicità e la fiducia, ma anche la potenza e la signoria di Dio che si manifesta in un bambino.
Il Legame Tra Ascensione e Bambinello di Praga
Il punto di unione tra queste due celebrazioni sta nella regalità di Cristo e nella sua piena umanità e divinità.
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La Regalità di Gesù: L'Ascensione ci mostra Gesù che assume la sua piena regalità alla destra del Padre, governando sull'intero universo. Il Bambinello di Praga, con le sue vesti e insegne regali, ci anticipa questa regalità già nella sua infanzia. Ci ricorda che Colui che è asceso al cielo come Re glorioso, è lo stesso che si è fatto piccolo e indifeso per noi. La sua regalità non è basata sulla forza umana, ma sull'amore e sul dono di sé, manifestati fin dalla mangiatoia e culminati sulla croce e nell'Ascensione.
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L'Unità del Mistero di Cristo: Dal Natale all'Ascensione, tutta la vita di Gesù è un unico, continuo mistero di salvezza. Il Bambinello di Praga ci ricorda che l'inizio di questo percorso di salvezza, l'Incarnazione, è intrinsecamente legato alla sua glorificazione finale, l'Ascensione. Non c'è un Gesù "solo bambino" e un Gesù "solo glorioso", ma un unico Salvatore, Dio fatto uomo, che si è umiliato per poi essere esaltato.
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La Speranza e la Fiducia: L'Ascensione ci dona speranza nel nostro destino finale. Il Bambinello di Praga ci invita alla fiducia e all'abbandono fiducioso, tipico dell'infanzia spirituale ("se non diventerete come bambini..."). Queste due devozioni si completano: la speranza nel futuro si nutre della fiducia nel presente, riconoscendo la signoria di Cristo in ogni fase della sua vita e della nostra.
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L'Intercessione: Gesù asceso al cielo intercede per noi presso il Padre. La devozione al Bambinello di Praga è spesso legata alla richiesta di grazie e all'intercessione, ricordandoci che la potenza e la misericordia di Dio si manifestano anche attraverso l'umile e fiduciosa preghiera al Bambino Re.
Celebrare l'Ascensione e onorare il Bambinello di Praga insieme significa contemplare l'intero mistero di Cristo: da un lato, l'incarnazione del Figlio di Dio che si fa piccolo e vulnerabile per noi; dall'altro, la sua glorificazione e il suo ritorno al Padre, da dove continua a regnare e a intercedere. In entrambi i casi, ci viene offerta una via di speranza, di fiducia e di amore per il Re dell'universo che si è fatto il più piccolo di tutti.